La domanda arriva sempre per prima, e la risposta onesta comincia con “dipende”. Ma dipende da cose precise, e quelle si possono elencare.
La forchetta di prezzo
Nel 2026 un impianto chiavi in mano, IVA al 10% compresa, sta in queste cifre:
| Taglia | Prezzo indicativo | Al kW | Tetto necessario |
|---|---|---|---|
| 3 kW | 6.000 – 7.500 € | circa 2.100 € | 15 m² |
| 6 kW | 9.500 – 12.500 € | circa 1.750 € | 30 m² |
| 10 kW | 14.000 – 18.000 € | circa 1.550 € | 50 m² |
| 20 kW | 23.000 – 30.000 € | circa 1.250 € | 100 m² |
Più l’impianto è grande, meno costa al kilowatt: il ponteggio, la trasferta, il quadro e le pratiche si pagano una volta sola.
Cosa è compreso in un prezzo serio
- Moduli, strutture di fissaggio, inverter, cablaggi, quadri e protezioni
- Progetto e schemi elettrici
- Installazione, ponteggio o linea vita dove serve
- Collaudo, dichiarazione di conformità, manuale d’uso
- Pratica di connessione al distributore e attivazione GSE
- Configurazione del monitoraggio e mezz’ora seduti a spiegarti come si legge
Se in un preventivo non trovi queste voci, non è più economico: è incompleto. Le pratiche di connessione da sole, se le devi far fare dopo a qualcun altro, costano diverse centinaia di euro.
Cosa fa salire il conto
- Tetto difficile: coppi antichi, lamiera, guaina, altezze importanti, accessi stretti.
- Distanza tra tetto e quadro: ogni metro di cavo in più, e soprattutto ogni foro da fare, costa.
- Quadro elettrico da rifare: negli impianti vecchi capita spesso, ed è un intervento sacrosanto.
- Aumento di potenza del contatore, se metti anche pompa di calore o colonnina.
- Moduli di fascia alta: la differenza tra un buon modulo e un ottimo modulo su un 6 kW è di qualche centinaio di euro, non di migliaia. Su questo ha senso non risparmiare.
La batteria
Un accumulo domestico costa intorno a 600 euro per kWh di capacità: una batteria da 10 kWh sta sui 6.000 euro. Prima di aggiungerla, leggi quando la batteria conviene davvero: non è una risposta uguale per tutti.
Quanto torna indietro
Nel 2026 la detrazione è del 50% se l’immobile è l’abitazione principale di chi sostiene la spesa ed è proprietario o titolare di un diritto reale, del 36% in tutti gli altri casi: seconde case, immobili affittati, familiari conviventi che pagano i lavori.
Si recupera in dieci quote annuali uguali, a patto di avere abbastanza imposta da scontare. È un aspetto da verificare con il commercialista prima di firmare, soprattutto per i pensionati con redditi bassi. Trovi il quadro completo nella guida agli incentivi.
Su un 6 kW da 10.500 euro significa 5.250 euro di spesa effettiva, recuperati 525 euro l’anno per dieci anni.
In quanti anni rientra
Qui i conti cambiano da comune a comune, perché cambia la produzione. Su un 6 kW con la detrazione e consumi da famiglia media:
| Comune | Produzione | Risparmio annuo | Rientro |
|---|---|---|---|
| Padova | 7.813 kWh | 1.274 € | 4,1 anni |
| Milano | 7.789 kWh | 1.270 € | 4,1 anni |
| Bologna | 7.779 kWh | 1.268 € | 4,1 anni |
| Udine | 7.428 kWh | 1.211 € | 4,3 anni |
Sono stime con energia a 0,28 €/kWh e autoconsumo al 35%. Se consumi di sera e non hai batteria l’autoconsumo scende e il rientro si allunga; se hai una pompa di calore che lavora di giorno, succede il contrario. Nella pagina del tuo comune trovi il calcolo con i dati di quel posto.
Come leggere tre preventivi
Mettili in fila e confronta quattro cose: potenza in kW, produzione annua dichiarata, marca e modello di moduli e inverter, cosa è compreso nelle pratiche. Se un preventivo è più basso del 30%, quasi sempre manca qualcosa in una di quelle quattro righe.
