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Quanto costa un impianto fotovoltaico nel 2026

I numeri veri di mercato, con la forchetta di prezzo onesta e le voci che fanno salire il conto. Nessun prezzo civetta.

20 agosto 2026

La domanda arriva sempre per prima, e la risposta onesta comincia con “dipende”. Ma dipende da cose precise, e quelle si possono elencare.

La forchetta di prezzo

Nel 2026 un impianto chiavi in mano, IVA al 10% compresa, sta in queste cifre:

Taglia Prezzo indicativo Al kW Tetto necessario
3 kW 6.000 – 7.500 € circa 2.100 € 15 m²
6 kW 9.500 – 12.500 € circa 1.750 € 30 m²
10 kW 14.000 – 18.000 € circa 1.550 € 50 m²
20 kW 23.000 – 30.000 € circa 1.250 € 100 m²

Più l’impianto è grande, meno costa al kilowatt: il ponteggio, la trasferta, il quadro e le pratiche si pagano una volta sola.

Cosa è compreso in un prezzo serio

  • Moduli, strutture di fissaggio, inverter, cablaggi, quadri e protezioni
  • Progetto e schemi elettrici
  • Installazione, ponteggio o linea vita dove serve
  • Collaudo, dichiarazione di conformità, manuale d’uso
  • Pratica di connessione al distributore e attivazione GSE
  • Configurazione del monitoraggio e mezz’ora seduti a spiegarti come si legge

Se in un preventivo non trovi queste voci, non è più economico: è incompleto. Le pratiche di connessione da sole, se le devi far fare dopo a qualcun altro, costano diverse centinaia di euro.

Cosa fa salire il conto

  • Tetto difficile: coppi antichi, lamiera, guaina, altezze importanti, accessi stretti.
  • Distanza tra tetto e quadro: ogni metro di cavo in più, e soprattutto ogni foro da fare, costa.
  • Quadro elettrico da rifare: negli impianti vecchi capita spesso, ed è un intervento sacrosanto.
  • Aumento di potenza del contatore, se metti anche pompa di calore o colonnina.
  • Moduli di fascia alta: la differenza tra un buon modulo e un ottimo modulo su un 6 kW è di qualche centinaio di euro, non di migliaia. Su questo ha senso non risparmiare.

La batteria

Un accumulo domestico costa intorno a 600 euro per kWh di capacità: una batteria da 10 kWh sta sui 6.000 euro. Prima di aggiungerla, leggi quando la batteria conviene davvero: non è una risposta uguale per tutti.

Quanto torna indietro

Nel 2026 la detrazione è del 50% se l’immobile è l’abitazione principale di chi sostiene la spesa ed è proprietario o titolare di un diritto reale, del 36% in tutti gli altri casi: seconde case, immobili affittati, familiari conviventi che pagano i lavori.

Si recupera in dieci quote annuali uguali, a patto di avere abbastanza imposta da scontare. È un aspetto da verificare con il commercialista prima di firmare, soprattutto per i pensionati con redditi bassi. Trovi il quadro completo nella guida agli incentivi.

Su un 6 kW da 10.500 euro significa 5.250 euro di spesa effettiva, recuperati 525 euro l’anno per dieci anni.

In quanti anni rientra

Qui i conti cambiano da comune a comune, perché cambia la produzione. Su un 6 kW con la detrazione e consumi da famiglia media:

Comune Produzione Risparmio annuo Rientro
Padova 7.813 kWh 1.274 € 4,1 anni
Milano 7.789 kWh 1.270 € 4,1 anni
Bologna 7.779 kWh 1.268 € 4,1 anni
Udine 7.428 kWh 1.211 € 4,3 anni

Sono stime con energia a 0,28 €/kWh e autoconsumo al 35%. Se consumi di sera e non hai batteria l’autoconsumo scende e il rientro si allunga; se hai una pompa di calore che lavora di giorno, succede il contrario. Nella pagina del tuo comune trovi il calcolo con i dati di quel posto.

Come leggere tre preventivi

Mettili in fila e confronta quattro cose: potenza in kW, produzione annua dichiarata, marca e modello di moduli e inverter, cosa è compreso nelle pratiche. Se un preventivo è più basso del 30%, quasi sempre manca qualcosa in una di quelle quattro righe.

Il sopralluogo è gratuito e non impegna a niente

Guardiamo il tetto e una bolletta, poi ti diciamo quanto produce, quanto costa e in quanto rientra. Se non conviene, te lo diciamo lo stesso.

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