Comunità energetiche: condividere l'energia, non solo produrla
Chi produce e chi consuma nella stessa zona possono dividersi l'energia e incassare un incentivo sull'energia condivisa. Serve un impianto, una scrittura e qualcuno che segua le pratiche.
Una comunità energetica rinnovabile è un accordo tra chi produce energia e chi la consuma nella stessa area. L'energia continua a passare dalla rete di tutti, ma quando qualcuno consuma nella stessa ora in cui un altro membro produce, quella quota viene considerata condivisae il GSE riconosce un incentivo. Non è uno sconto in bolletta: è un contributo che arriva alla comunità, che poi lo ripartisce secondo le regole che si è data.
Chi può farne parte
- Famiglie e condomini, anche senza un impianto proprio: si può entrare solo come consumatori.
- Piccole e medie imprese, artigiani, negozi.
- Aziende agricole, che spesso hanno i tetti migliori.
- Comuni, parrocchie, associazioni ed enti del terzo settore.
Il vincolo principale è geografico: i membri devono stare sotto la stessa cabina primaria. È un'informazione che si verifica con un controllo puntuale sui dati del distributore, e va fatta prima di qualsiasi altra cosa: è il passaggio che manda all'aria i progetti partiti col piede sbagliato.
Come si mette in piedi
- Verifica della cabina primaria per tutti i potenziali membri.
- Studio dei consumi: quanta energia si consuma e in quali ore, perché conta la contemporaneità. Una comunità di sole case che consumano la sera condivide poco; se dentro c'è un'azienda che lavora di giorno, i numeri cambiano.
- Dimensionamento dell'impianto sulla curva reale della comunità, non sulla potenza massima installabile.
- Forma giuridica e statuto: associazione, cooperativa o altra forma, con le regole di ripartizione scritte nero su bianco.
- Pratiche GSE: richiesta di accesso al servizio, configurazione, gestione nel tempo.
Cosa facciamo noi
La parte tecnica per intero: verifica della cabina, analisi dei consumi, progetto e installazione degli impianti, monitoraggio dell'energia condivisa. Sulla parte legale e statutaria lavoriamo con i professionisti che servono, perché una CER è un soggetto giuridico e va costituita bene.
Se sei un Comune o un'associazione e devi spiegare la cosa a un'assemblea, veniamo a raccontarla in parole semplici. È il modo più efficace per far partire una comunità energetica: le persone aderiscono quando capiscono, non quando ricevono un volantino.
Attenzione alle promesse facili
Intorno alle CER girano offerte che promettono guadagni automatici. L'incentivo sull'energia condivisa è reale ma è proporzionato a quanto effettivamente si consuma nelle stesse ore in cui si produce: senza uno studio dei consumi, i conti fatti in anticipo sono numeri messi lì per firmare. Noi partiamo sempre dai dati di consumo veri dei membri.
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Il sopralluogo è gratuito e non impegna a niente
Guardiamo il tetto e una bolletta, poi ti diciamo quanto produce, quanto costa e in quanto rientra. Se non conviene, te lo diciamo lo stesso.
