Sugli incentivi girano più informazioni sbagliate che su qualsiasi altro aspetto del fotovoltaico, perché le regole cambiano quasi ogni anno e i siti restano vecchi. Questa pagina è aggiornata a settembre 2026 e rimanda sempre alla fonte ufficiale: se stai leggendo molto tempo dopo, controlla i link in fondo prima di fidarti.
La detrazione fiscale: 50% o 36%
È lo strumento che riguarda quasi tutti. Nel 2025 e nel 2026 l’aliquota non è uguale per tutti:
- 50% se l’intervento riguarda l’abitazione principale di chi sostiene la spesa, ed è titolare del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento sull’immobile;
- 36% in tutti gli altri casi: seconde case, immobili affittati, e anche il familiare convivente o il detentore che paga i lavori senza avere la proprietà.
La detrazione si recupera in dieci quote annuali uguali e vale solo fino a capienza della tua imposta: se paghi poche tasse, non recuperi tutto. È il primo controllo da fare con il commercialista, prima di firmare qualsiasi cosa.
Al termine dei lavori va inviata la comunicazione all’ENEA. È un passaggio che si dimentica facilmente e che può far saltare il beneficio.
Conto Termico 3.0
Il nuovo Conto Termico è in vigore dal 25 dicembre 2025 (D.M. 7 agosto 2025), con una dotazione di 900 milioni di euro l’anno. Funziona in modo diverso dalla detrazione: è un contributo erogato dal GSE, non uno sconto fiscale, e arriva molto più in fretta.
Il punto che interessa chi legge questa pagina: il fotovoltaico da solo non rientra. Gli impianti fotovoltaici e le infrastrutture di ricarica accedono al meccanismo solo se abbinati alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione con una pompa di calore.
È quindi lo strumento giusto se stai pensando di togliere la caldaia a gas e mettere pompa di calore più fotovoltaico: in quel caso il conto cambia parecchio rispetto alla sola detrazione.
Sulle percentuali: pompe di calore e solare termico arrivano fino al 65% dei massimali di spesa, il fotovoltaico con accumulo abbinato si ferma al 20% del costo massimo ammissibile. Per scuole, ospedali e comuni sotto i 15.000 abitanti si può arrivare al 100%.
Il Conto Termico 3.0 è una misura a regime: non ha una data di chiusura. La scadenza che conta è un’altra e sfugge a molti: la richiesta in accesso diretto va presentata entro 90 giorni dalla fine dei lavori, oltre i quali la domanda non è più ammissibile. Se qualcuno ti parla di una scadenza al 25 dicembre 2026, sta citando il regime transitorio del vecchio Conto Termico 2.0.
Comunità energetiche: la tariffa sull’energia condivisa
Chi entra in una comunità energetica riceve una tariffa incentivante sull’energia condivisa, cioè sulla quota di energia che un membro consuma nella stessa ora in cui un altro membro la produce. Non è uno sconto in bolletta: è un contributo che arriva alla comunità, che poi lo ripartisce secondo le regole che si è data.
Due scadenze da tenere d’occhio:
- la tariffa si può richiedere fino al raggiungimento di un contingente di 5 GW di potenza incentivata, e comunque non oltre il 31 dicembre 2027;
- il contributo a fondo perduto del PNRR fino al 40% dei costi, riservato ai comuni sotto i 50.000 abitanti, aveva come termine per le domande il 30 novembre 2025: quella finestra è chiusa, e i progetti ammessi devono rispettare le proprie scadenze di realizzazione.
Tariffa e contributo in conto capitale sono cumulabili, ma il cumulo dimezza la tariffa incentivante. Chi si sta muovendo adesso, quindi, ragiona sulla sola tariffa — e ha senso muoversi, perché il contingente da 5 GW non è infinito.
Reddito Energetico Nazionale: fermo
Questo è il capitolo su cui gira più disinformazione, ed è anche quello dove abbiamo più responsabilità nel dire le cose come stanno.
Il Reddito Energetico è un fondo che finanzia l’impianto fotovoltaico alle famiglie in difficoltà economica. Funziona, ed è un’ottima misura. Ma a settembre 2026 non c’è nessuna finestra di domanda aperta: le risorse del 2024 e del 2025 sono esaurite e il decreto di rifinanziamento non risulta pubblicato.
Il dato che riguarda chi legge da queste parti: le risorse del Centro-Nord si sono esaurite il 23 maggio 2025, e riguardano tutte le regioni in cui lavoriamo. Su circa 103 milioni stanziati, poco più di 20 erano destinati a tutto il Centro-Nord, e sono bastati dieci giorni a finirli.
Le date di riapertura che trovi in giro, tra giugno e settembre 2026, sono stime di operatori privati: nessun atto ufficiale le conferma. Se un venditore ti promette “l’impianto gratis con il Reddito Energetico”, sta vendendo una cosa che oggi non si può chiedere.
Requisiti, per quando riaprirà:
- ISEE sotto i 15.000 euro, che salgono a 30.000 euro per le famiglie con almeno quattro figli a carico;
- immobile residenziale accatastato in categoria A, escluse A1, A8, A9 e A10;
- impianto domestico in configurazione di autoconsumo.
L’energia prodotta e non autoconsumata viene messa a disposizione del GSE per vent’anni, e serve a rifinanziare il fondo stesso.
Una cosa importante: la domanda la presenta l’impresa installatrice accreditata al GSE, non la famiglia da sola. E sarà di nuovo un click-day. Se rientri nei requisiti, il modo giusto di muoversi è prepararsi adesso: lasciaci un contatto e ti avvisiamo quando esce il decreto.
IVA agevolata
Sull’installazione di impianti fotovoltaici si applica l’IVA al 10% anziché al 22%. Non è un incentivo che devi richiedere: deve essere già applicata correttamente nel preventivo. Se in un preventivo trovi il 22%, chiedi perché.
Bandi regionali
Sopra a tutto questo ci sono i bandi delle Regioni, che cambiano ogni anno, hanno dotazioni limitate e spesso si chiudono in pochi giorni. Vale la pena tenerli d’occhio soprattutto per aziende e aziende agricole:
- le Regioni in cui lavoriamo — Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Marche — pubblicano i propri bandi sui rispettivi portali. Quelli aperti in questo momento, con scadenze e fonti, li teniamo aggiornati nella pagina degli incentivi;
- per le imprese esistono anche misure nazionali su transizione ed efficienza energetica.
Cosa si può sommare e cosa no
La regola generale è che non si prende due volte lo stesso incentivo per la stessa spesa. Detrazione fiscale e Conto Termico non sono cumulabili sullo stesso intervento; la tariffa CER e il contributo in conto capitale sono cumulabili ma con la decurtazione vista sopra. Prima di impostare la pratica conviene decidere quale strada conviene di più: capita spesso che la strada più redditizia non sia quella che si pensava all’inizio.
Le fonti
Queste sono le pagine ufficiali. Se leggi numeri diversi altrove, fidati di queste:
