La burocrazia è il motivo per cui molta gente rimanda il fotovoltaico. In realtà, per un impianto sul tetto di una casa esistente, i passaggi sono pochi e li segue l’installatore. Vale però la pena sapere quali sono, se non altro per accorgersi quando qualcuno li salta.
Il Comune
Per un impianto sul tetto di un edificio esistente, non in centro storico e non vincolato, nella quasi totalità dei casi si rientra nell’edilizia libera: basta una comunicazione, senza permesso di costruire e senza attesa.
Le eccezioni contano:
- Immobili vincolati o in zona soggetta a tutela paesaggistica: serve l’autorizzazione della Soprintendenza, e i tempi si allungano di mesi.
- Centri storici con regolamenti comunali particolari sui materiali a vista.
- Impianti a terra, che seguono un percorso diverso e più lungo.
Il primo passo, prima ancora del preventivo, è capire in quale caso sei. Si fa con una verifica in Comune e guardando il piano regolatore.
Il distributore
È la domanda di connessione, che si presenta al distributore locale della rete (in Veneto e nelle province vicine quasi sempre e-distribuzione, in alcune zone aziende locali). Il distributore risponde con un preventivo di connessione, che si accetta e si paga: per un impianto domestico sono poche decine o centinaia di euro.
Dopo l’installazione si comunica la fine lavori, e il distributore viene a sostituire il contatore con uno bidirezionale. Tra la domanda e il contatore nuovo passano in genere dalle quattro alle otto settimane, ma dipende dalla zona e dal periodo.
Il GSE
Una volta che l’impianto è connesso, si presenta la pratica al Gestore dei Servizi Energetici per il regime di valorizzazione dell’energia immessa in rete. È il passaggio che fa la differenza fra buttare via l’energia che avanza e vedersela riconosciuta.
Se entri in una comunità energetica, la configurazione si gestisce sempre tramite il GSE, con una pratica dedicata.
L’ordine giusto
- Verifica dei vincoli, prima di tutto il resto
- Sopralluogo e preventivo
- Domanda di connessione al distributore
- Comunicazione al Comune
- Installazione
- Fine lavori, sostituzione del contatore
- Pratica GSE
- Dichiarazione di conformità e documentazione consegnata al cliente
Le carte che devi avere in mano alla fine
Dichiarazione di conformità con allegati obbligatori, schema elettrico dell’impianto, schede tecniche di moduli e inverter, certificati di garanzia, documentazione della pratica di connessione e della pratica GSE, accesso al monitoraggio con credenziali tue.
Se al termine dei lavori ti consegnano solo la fattura, manca la parte che conta: quelle carte servono per la garanzia, per le detrazioni e il giorno in cui venderai casa.
